Giardini Botanici di Villa Taranto

Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a Pallanza, frazione di Verbania, si trova un vero e proprio paradiso botanico: i Giardini Botanici di Villa Taranto. Aperti al pubblico dal 1952, questi giardini si estendono sul versante nordorientale del promontorio della Castagnola, che separa Pallanza da Intra, regalando ai visitatori un panorama mozzafiato e un’esperienza botanica senza eguali.

Conosciuti come l’arboreto più prestigioso d’Italia, i Giardini di Villa Taranto ospitano una collezione straordinaria di piante provenienti da ogni angolo del pianeta. Tra viali fioriti, boschi rigogliosi e giardini terrazzati, si snoda un percorso che celebra la bellezza e la diversità del mondo vegetale.

I Giardini botanici di Villa Taranto sono un luogo da esplorare con calma, lasciandosi inebriare dai colori, dai profumi e dalle suggestioni che ogni angolo regala.

Giardini di Villa Taranto: il parco

Sebbene molti conoscano il giardino botanico di Villa Taranto a Verbania, sulle sponde del Lago Maggiore, la sua bellezza non è frutto del caso. Dietro il fascino di questo luogo, rinomato a livello internazionale, si cela la passione del Capitano McEacharn, che a partire dal 1931 dedicò anni di lavoro per plasmare il giardino nella sua forma attuale. Vediamo come si compone il parco dei Giardini di Villa Taranto.

Ingresso e Viale delle Conifere

Il parco si apre lungo la strada che collega Intra e Pallanza, proprio di fronte al molo di Villa Taranto. Appena varcato l’ingresso si nota subito un maestoso esemplare di Quercus coccinea della cultivar Splendens. Lungo il viale che porta al cuore del parco, si trovano servizi utili come una piccola libreria, un accogliente bar ristorante e la biglietteria. Poco più avanti, proprio dopo il cancello d’ingresso, si staglia un suggestivo chiosco che offre la possibilità di acquistare piante coltivate direttamente nel vivaio del parco.

Una volta varcato il cancello, ci si immerge nel viale delle conifere, un’esperienza mozzafiato che ospita una variegata collezione di esemplari provenienti da ogni angolo del mondo. Dopo l’imponente abete bianco, ci si ritrova circondati da alberi come il Cunninghamia lanceolata, il peccio di Likiang, il peccio del Caucaso e il pino di Monterey, solo per citarne alcuni. E non mancano le rarità, come la Metasequoia glyptostroboides, una specie che si riteneva estinta fino al suo ritrovamento in Cina nel 1945, la cui presenza nel parco testimonia il suo valore storico e naturalistico.

Lungo il lato sinistro del viale delle conifere, un tripudio di colori prende vita grazie alle aiuole fiorite che si alternano alle imponenti conifere. Macchie di rosso, giallo, viola e blu regalano gioia agli occhi e creano un contrasto armonioso con il verde dominante del paesaggio.

Giunti alla fine del viale, sulla destra, si apre un’oasi di quiete e suggestione: la valletta delle felci. Qui, immersi in un’atmosfera fresca e silenziosa, si possono ammirare diverse specie di felci, tra cui le suggestive Dicksonia antarctica provenienti dall’Australia.

Esplorando i Giardini: Fontana, Giardino, Labirinto e Serra

Dopo aver attraversato il suggestivo viale delle conifere, si giunge alla fontana dei putti, una grande vasca circondata da aiuole che cambiano veste con il passare delle stagioni. In primavera, esplodono in un tripudio di colori grazie alle piccole piante fiorite, mentre in estate cedono il passo alle imponenti foglie della colocasia esculenta. Un tocco di esotismo che arricchisce il paesaggio.

Vicino alla fontana, un’aiuola ospita una specie di giglio gigante proveniente dall’Himalaya, mentre poco più avanti si erge maestoso un albero di Pterocarya stenoptera.

Di fronte alla fontana, sul lato destro, si apre il giardino ribassato, un tappeto di colori che muta con le stagioni. Aiuole ordinate ospitano fiori di ogni sfumatura, creando un caleidoscopio di bellezza che incanta il visitatore.

Proseguendo, si entra nel labirinto, un gioco di percorsi che conduce alla serra delle piante tropicali. Qui, un mondo esotico si svela ai nostri occhi: piante rare e suggestive, come la Victoria cruziana con i suoi iconici fiori, ci trasportano in un’atmosfera lontana.

Accanto alla serra, un boschetto ospita un vero e proprio tesoro botanico: l’albero di Emmenopterys henryi. Fiorito per la prima volta in Europa proprio a Villa Taranto nel 1971, questo esemplare unico aggiunge un tocco di esclusività alla bellezza del giardino.

Viale degli Aceri

Lasciata alle spalle la serra tropicale con il suo carico di meraviglie esotiche, il sentiero ci conduce lungo un viale suggestivo: il viale degli aceri. Qui, esemplari provenienti da ogni angolo del mondo, tra cui varietà speciali dedicate a McEacharn, il lungimirante ideatore dei giardini, ci offrono uno spettacolo cromatico senza eguali.

Proseguendo, ci imbattiamo in un’esplosione di colori e profumi: un’area che ospita circa 450 camelie, in fiore durante la primavera e l’autunno. Un vero e proprio paradiso per gli amanti di queste affascinanti piante. Un luogo di quiete e raccoglimento ci attende poco più avanti: la cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova. Qui, accanto ai resti del capitano McEacharn, una vasca di ninfee e un sentiero erboso invitano al relax e alla contemplazione.

Il nostro viaggio botanico prosegue all’ombra di un antico castagno, testimone silenzioso della storia del parco. Poco distante, ci immergiamo nel bosco dei rododendri, dove circa 100 specie diverse ci stupiscono con la loro varietà di forme e colori.

Infine, il sentiero ci conduce tra maestose magnolie, tra cui spicca un esemplare di Magnolia stellata, donato da McEacharn al Windsor Great Park, un segno tangibile della sua passione per la botanica e della sua visione lungimirante.

La valletta e la villa

Dalla scalinata si scende nella “valletta”, recentemente riqualificata con avvallamenti ampliati e pendii rinforzati. Un ponte collega il prato alla villa, offrendo panorami suggestivi.

Tra le piante, spiccano un Davidia involucrata, banani giapponesi e diverse paulownie. Aiuole di Hosta e pendii di Cotoneaster horizontalis e ginestre dell’Etna creano un tappeto di colore mutevole. Il sentiero conduce al pianoro dove sorge la villa, circondata da fioriture stagionali e un cipresso del Kashmir. A sinistra, la biblioteca ospita la collezione botanica di McEacharn e gli uffici.

Scorcio nei Giardini: Terrazze, Vasca del Loto e Il Giardino Blu

Superato il ponte, un pergolato semicircolare ci invita a proseguire verso le vasche delle ninfee e delle piante acquatiche. Lungo il percorso, sulla sinistra, vicino al punto di ristoro, un esemplare raro di Choerospondias axillaris, un albero poco comune nei giardini europei, cattura la nostra attenzione.

Tre terrazzamenti, con numerose aiuole che ospitano fioriture stagionali e vasi di piante esotiche, ci offrono uno spettacolo di colori senza eguali. Durante l’inverno, queste piante trovano riparo in serra, garantendo una bellezza ininterrotta. Sentieri chiusi al pubblico e un canale con cascatelle attraversano le terrazze, creando un’atmosfera di quiete e suggestione.

Sulla cima, la statua del Pescatorello, riproduzione in bronzo dell’opera dello scultore napoletano Vincenzo Gemito del 1876, veglia sul paesaggio.

Sulla sinistra delle terrazze, la vasca del fior di loto ospita il fior di loto asiatico, simbolo tradizionale della ricerca spirituale nel buddismo, che fiorisce in giugno e luglio. Poco più avanti, il giardino blu ci incanta con le sue fioriture di colore blu che si alternano nei mesi, creando un tappeto di cromie sempre diverso.

Oltre la vasca del fior di loto, il giardino delle eriche ci accoglie con il suo profumo inebriante. Qui, tra le fioriture rosate e viola, si erge il monumento al capitano McEacharn, realizzato dallo scultore ritrattista Gualberto Rocchi, un omaggio commovente al lungimirante ideatore di questi giardini.

Giardino palustre e viale delle personalità

Dopo il monumento al capitano McEacharn, il viale delle personalità ci incanta con i suoi alberi speciali. Un Davidia involucrata piantato dall’infante di Spagna Giacomo Enrico di Borbone-Spagna nel 1938, un Cephalotaxus herringtonii donato dal cancelliere Konrad Adenauer e un cipresso di Lawson in onore dello scultore russo Paolo Troubetzkoy sono solo alcuni dei tesori che ci attendono. Il viale ci conduce al giardino palustre, dove una vasca con ninfee e un corso d’acqua circondato da felci ci invitano al relax.

Giardino d’inverno

Un breve sentiero immerso nel verde ci conduce alla serra dei Giardini di Villa Taranto. Fiancheggiato da diverse varietà di aceri, questo percorso regala panorami suggestivi e introduce a un piccolo edificio in mattoni, caratterizzato da ampie vetrate.

Durante l’inverno, la serra diventa un rifugio per le piante che necessitano di protezione dalle basse temperature. All’interno, una piccola collezione di tesori botanici ci attende: piante carnivore e specie esotiche provenienti da climi tropicali.

Tra queste, possiamo ammirare la Dacrydium cupressinum, una conifera neozelandese dalla forma elegante, uno Psidium cattleyanum originario del Brasile dai frutti profumati e una pianta di pepe che raramente regala i suoi preziosi frutti all’interno della serra.

Durante la stagione di apertura, la collezione di piante succulente si espande all’esterno, adornando la serra con i suoi colori e le sue forme uniche.

Tempietto, Scala delle Anfore e Belvedere

Tornando lungo la strada principale, incontriamo il tempietto, una piccola costruzione che custodisce un pozzo. Accanto ad esso, un albero sradicato dall’uragano del 2012 ci ricorda la forza della natura.

Proseguendo lungo i tornanti del belvedere, uno spettacolo mozzafiato si apre davanti ai nostri occhi: Intra e le montagne circostanti si offrono in tutto il loro splendore. Per chi preferisce un percorso più breve, la scala delle anfore conduce rapidamente al viale delle conifere.

Ai piedi del pendio, la vasca delle piante acquatiche ci accoglie in un’oasi di freschezza. Circondata da felci, hosta e ortensie, questa zona riparata e umida offre un angolo di quiete e bellezza.

Giardini Botanici di Villa Taranto: Specie botaniche

In questo paragrafo, ci addentreremo nella ricca varietà di piante che caratterizzano il giardino di Villa Taranto, esplorando le diverse aree tematiche e le loro peculiarità. Dalle delicate fioriture mediterranee alle imponenti conifere dell’Himalaya, preparatevi a un viaggio virtuale attraverso la flora del mondo, guidati dalla bellezza e dalla diversità dei Giardini Botanici di Villa Taranto.

Emmenopterys Henryi

Appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, che annovera tra i suoi membri anche il caffè e la gardenia, la Franklinia alatamaha proviene dalle foreste temperate della Cina. Arrivata in Europa nel 1907, trovò dimora nei nostri giardini solo nel 1947. Ma fu solo nel luglio del 1971 che avvenne l’evento eccezionale: la sua prima fioritura sul suolo europeo. Un momento magico che ha segnato un traguardo botanico senza precedenti.

Davidia Involucrata

Nel cuore del “Prato delle Personalità”, svetta un maestoso albero piantato nel 1938 dall’Infante di Spagna Don Jaime. Le sue dimensioni e la sua forma sinuosa lo rendono un esemplare unico, capace di catturare l’attenzione anche quando non è in fiore. Ma è quando sbocciano i suoi fiori che la magia prende il sopravvento.

Originario della Cina, questo albero è conosciuto con diversi nomi evocativi, come “albero dei fazzoletti” o “albero delle colombe”, a sottolineare la delicatezza e la grazia dei suoi fiori bianchi, che, come fazzoletti dispiegati al vento o colombe in volo, adornano la chioma rigogliosa. Un vero spettacolo della natura che regala emozioni e stupore a chiunque abbia la fortuna di ammirarlo.

Acer Palmatum Cap. Mc Eacharn

Questo acero ha un colore unico e facilmente riconoscibile, che assomiglia a un vibrante “rosso corallino”. Durante l’estate, le foglie tendono a diventare verdi, ma quando arriva l’autunno, ritornano al loro splendido rosso intenso, caratteristico di questa stagione.

Victoria Cruziana

Hai mai sentito parlare della Victoria? È una pianta che cresce nei fiumi giganti dell’America del Sud, come l’Amazzonia e il Paranà. Le foglie di questa pianta sono enormi, possono arrivare a due metri di larghezza, specialmente durante i mesi caldi. In Europa, la gente la coltiva come pianta annuale. Sai come la piantano? Beh, prendono i semi, che sono piccoli e rotondi come piselli, e li piantano a gennaio o febbraio. È incredibile vedere quanto possano crescere in poco tempo!

Dicksonia Antarctica

La Dicksonia Antarctica è una pianta elegante che fa parte della famiglia delle felci, conosciuta per il suo aspetto simile a un albero a causa del suo “tronco”. È originaria delle foreste umide dell’Australia e nei Giardini di Villa Taranto si contano più di 30 di queste piante.

Metasequoia Glyptostroboides

Questa pianta, un tipo di albero che perde le foglie in autunno, è stata conosciuta solo tramite fossili fino al 1941. Poi, due alberi di questa specie sono stati regalati dai Giardini di Villa Taranto al capitano Mc Eacharn nel 1949 e 1950, grazie alla generosità del principe Borromeo.

Giardini Botanici di Villa Taranto: Orari

Tutti i giorni, festività incluse, dal 15 Marzo al 3 Novembre, con orario continuato.

  • Marzo: 9:00 – 18:00
  • Aprile – Settembre: 9:00 – 19:00
  • 1 Ottobre – 20 Ottobre: 9:00 – 18:00
  • 21 Ottobre – 27 Ottobre: 9:00 – 17:00
  • 28 Ottobre – 3 Novembre: 9:00 – 16:30

L’ingresso è consentito fino ad un’ora prima della chiusura.

Giardini Villa Taranto: Prezzi

  • Adulti: € 13.00
  • Ragazzi (6-14 anni): € 7.00
  • Gruppi (da 21 a 100 persone): € 10.00
  • Gruppi (oltre le 100 persone): € 8.00
  • Comitive scolastiche: € 5.50
  • Abbonamento annuale: € 70.00
  • Abbonamento trimestrale: € 35.00

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