MIDeC – Museo Internazionale Design Ceramico, Laveno Mombello

Sul lungo della Strada Statale che costeggia la riva del Lago Maggiore, nel comune di Laveno Mombello, precisamente a Cerro, si trova il Museo Internazionale del Design Ceramico, noto come Civica Raccolta di Terraglia.

Museo Internazionale del Design Ceramico

Da oltre 160 anni, Laveno è legata alla produzione di ceramica, e questa storia è raccontata attraverso il Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC). Dal 1971, il museo ha sede nel Palazzo Perabò del XVI secolo a Cerro di Laveno Mombello.

Il museo è nato inizialmente come Civica Raccolta di Terraglia, con una collezione di ceramiche provenienti dalla Società Ceramica Richard-Ginori e altri pezzi da collezioni private. Nel corso degli anni, grazie a donazioni, il museo si è arricchito di ulteriori opere, ampliando così la sua esposizione e organizzando anche mostre temporanee per continuare a esplorare il mondo dell’arte ceramica.

Durante la visita al Museo Internazionale del Design Ceramico diventa chiaro quanto i direttori artistici delle ceramiche lavenesi abbiano influenzato la produzione locale, rendendo famose le terraglie di Laveno anche al di fuori dei confini nazionali. Tra questi, nomi come Guido Andloviz, considerato uno dei protagonisti della storia ceramica italiana, e Antonia Campi, una delle designer e ceramiste più originali e innovative.

Negli ultimi decenni, il MIDeC ha continuato a crescere e la sua collezione si è arricchita di nuove e originali opere di artisti contemporanei. Questo dimostra che la ceramica, oltre ad essere un materiale comune nella vita di tutti i giorni, rimane una forma privilegiata di espressione artistica in ogni epoca.

Dopo una visita al Museo Internazionale del Design Ceramico, si può esplorare la bellezza dei dintorni del Lago Maggiore, tra cui l’Eremo di Santa Caterina del Sasso e le cascate della Froda di Castelveccana.

Dal momento che Cerro di Laveno Mombello si trova di fronte alle Isole Borromee, è possibile partire per un tour del lago Maggiore per ammirare da vicino l’Isola dei Pescatori, l’Isola Madre e l’Isola Bella, oppure visitare i Giardini Botanici di Villa Taranto.

Museo della Ceramica, Laveno: le sale espositive

Il MIDeC dispone di una zona espositiva articolata su due piani: al piano terra, quattro sale accolgono le mostre temporanee, mentre al primo piano, undici sale sono disposte in un percorso narrativo che ripercorre momenti significativi della storia della Società Ceramica Italiana (SCI).

Ogni sala è dedicata a una figura di spicco, tra cui:

1. Sala Guido Andloviz
2. Sala Marco Costantini
3. Sala del Servizio Reale
4. Sala Ceramica Revelli
6. Sala Giulia Casanova Scotti
7. Sala Angelo Biancini
8. Sala Vittorio Longobardi
9. Sala Antonia Campi
10. Sala Luciano Scotti

Sala Guido Andloviz

La sala di rappresentanza (sala 6), dedicata a Guido Andloviz, è uno spazio maestoso, impreziosito da un imponente camino e decorato con affreschi raffiguranti cherubini. Qui è esposta una collezione monografica che mette in luce le innovazioni anticipatrici nel design dell’acclamato architetto.

Il servizio da tavola “Vecchio Milano“, che fonde forme ispirate alla tradizione settecentesca con il decoro “Lago Maggiore“, creato tra il 1926 e il 1927, offre un viaggio suggestivo tra i luoghi più caratteristici del Lago Maggiore: dalle storiche ville alle quiete darsene, dalle scogliere impervie al mistero dei giardini, rappresentando tutta la bellezza e la ricchezza di questo territorio.

All’interno delle vetrine sono esposti oggetti di autentico design contemporaneo. Fruttieri, anfore, vasi, colonne, portadolci, scatole preziose e candelieri si distinguono per un design essenziale e per finiture all’avanguardia. Le ceramiche, realizzate in monocromia selettiva o con l’uso di smalti speciali, offrono effetti cromatici casuali e sorprendenti, ottenuti attraverso complesse mescolanze chimiche, conferendo loro un aspetto artistico unico.

Sala Marco Costantini

Continuando il tour, entriamo nella sala 5 dedicata a Marco Costantini, un bravissimo incisore e artista. Esperto nell’uso delle tecniche di incisione dell’oro zecchino sulla porcellana e calcografia sulla ceramica.

Sala del Servizio Reale

Continuando il percorso tra le sale del piano nobile, nella sala 3 ci si imbatte nel Servizio Reale, un’opera unica realizzata nel 1923 espressamente per la Casa Savoia e mai replicata in serie. Questo prezioso set, caratterizzato da uno stile tipicamente ottocentesco, è realizzato in terracotta bianca e presenta una decorazione in blu cobalto, noto come “blu Laveno”, con finiture in oro. Sono presenti anche l’iconica corona del Regno d’Italia, dipinta in policromia e oro. Questo servizio fu donato dalla Società Ceramica Italiana al Principe Ereditario in occasione dell’apertura della prima Mostra Internazionale di Arte Decorativa, tenutasi alla Villa Reale di Monza nello stesso anno.

Sala Ceramica Revelli

Nella modesta sala 7 sono esposti alcuni rari manufatti della Ceramica Revelli, tra cui un notevole servizio di colore rosa che evidenzia l’innovativa tecnica di colorazione nella pasta anziché tramite lo smalto. Il soffitto della sala è decorato con raffinati cassettoni lignei dipinti a tempera.

Sala Giulia Casanova Scotti

Nella sala adiacente, la numero 4 dedicata a Giulia Casanova Scotti, i visitatori possono ammirare le opere in stile Liberty prodotte dalla S.C.I. Un pezzo interessante è un vaso del 1903 realizzato da Giorgio Spertini, caratterizzato da un caldo colore terra di Siena bruciata e una base in bronzo dorato. Inoltre, c’è un vaso blu con decorazioni argento, disegnato dall’architetto Piero Portaluppi, che rappresenta un esempio di forma elegante e semplice.

Sala Vittorio Longobardi

Proseguiamo la visita nella sala successiva, la sala 2, dedicata a Vittorio Longobardi, il promotore di questo museo. Qui sono esposti diciotto portaombrelli di stile Liberty, restaurati grazie all’aiuto dell’associazione Amici del MIDeC. Questi oggetti risalgono al periodo tra il 1901 e il 1930 e sono decorati con grande cura, utilizzando tecniche complesse come il secondo e il terzo fuoco. Le decorazioni variano da motivi realistici a disegni floreali più audaci.

Sala Antonia Campi

La sala 8 è dedicata a Antonia Campi, una rinomata scultrice e designer con una creatività straordinaria. Qui sono esposte molte delle sue opere magistrali, create tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento. Queste opere sono il risultato della perfetta fusione tra funzionalità pratica, estetica raffinata e una sensibilità avanguardista.

Antonia Campi ha creato molti oggetti diversi nel suo lavoro di design, dall’invenzione di mobili unici a idee innovative per il bagno moderno. Una delle sue opere in mostra è il portaombrelli C33 “Spaziale” del 1949, che è famoso in tutto il mondo per il suo design eccezionale. Questo pezzo è stato creato dopo molta riflessione sui contrasti tra spazi pieni e vuoti, sull’illusione ottica creata dai colori nella decorazione e sulla sfida di lavorare con la ceramica per creare forme uniche e significative.

Sala Luciano Scotti

Inizia il tour dalla Sala 1 dedicata a Luciano Scotti, dove sono esposti grandi piatti decorativi risalenti al periodo tra il 1895 e il 1923. Le opere presentano uno stile variegato, che va dal realismo più romantico alla raffinata stilizzazione dell’Art Nouveau, insieme a pezzi pregiati da tavola del tardo Ottocento. Da notare è un vassoio unico a forma di croce, riccamente decorato con l’immagine della Madonna con il bambino Gesù e San Giovannino, risalente al 1895.

Sala Angelo Biancini

Il percorso espositivo si conclude con la sala 11, dedicata ad Angelo Biancini. Qui sono esposte opere uniche di diverse dimensioni, create durante gli anni di collaborazione con la Società Ceramica Italiana di Laveno, che vanno dal 1937 al 1940.

Tra le opere in mostra, c’è la statua da giardino “Atteone”, caratterizzata da uno smalto verde che le dona un aspetto affascinante. Un’altra opera di grande interesse è il gruppo scultoreo “Orfeo che incanta gli animali con la Musica”, raffigurato in alto rilievo, che racconta la storia mitologica di Orfeo. Inoltre, i visitatori hanno l’opportunità di ammirare il gesso preparatorio originale di questo gruppo scultoreo nelle sale al piano terra, presentato nella sua forma completa come fu esposto nel 1940 alla VII Triennale di Milano.

MIDeC: la Collezione

La collezione mostra i prodotti di terracotta realizzati nelle fabbriche di Laveno dal 1850 al 1950. Tra i responsabili artisti più famosi delle ceramiche di Laveno, spiccano Guido Andloviz e Antonia Campi.

Tuttavia, questi progetti sono diventati molto noti in tutto il mondo. Nel Palazzo, ci sono diverse stanze dove puoi vedere grandi oggetti come vasi, ombrellieri, piatti decorativi e set da tavola, tutti realizzati con grande attenzione ai dettagli. Questi oggetti sono stati creati tra la fine del 1800 e la metà del 1900 dai maestri ceramisti della Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello.

Nel Palazzo e nelle sue sale, ci sono bellissime sculture e pannelli in ceramica di artisti come Angelo Biancini, Guido Andloviz e Pietro Melandri. Queste opere mostrano quanto siano artisticamente elevate le ceramiche prodotte a Laveno.

Negli ultimi anni, la collezione si è arricchita con opere di artisti moderni che considerano la ceramica un terreno importante per esprimere la loro creatività.

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Il Palazzo Perabò

Il Palazzo Perabò è un’importante costruzione che risale al XVI secolo, situata su un promontorio che si estende tra le acquedi Laveno.

Costruito dalla famiglia cerrese Conti Guilizzoni, nel tempo, il Palazzo Perabò ha cambiato diverse proprietà. A partire dal 1856, quando Don Giuseppe Longhi lo donò alla Causa Pia Luvini – Ospedale di Cittiglio, che ne ha gestito la proprietà per nove anni prima di venderlo all’asta pubblica nel 1865. In seguito, fu acquistato da Leopoldo Perabò, trasformandolo in un ente morale. In seguito, il Palazzo è diventato la sede di un Istituto Agrario, una scuola elementare comunale e un ambulatorio pubblico.

Dal 1943 al 1966, l’edificio è stato utilizzato come ricovero per anziani. Nel 1966, la casa di riposo è stata trasferita altrove per motivi di spazio.

Nel 1968, il Comune comprò il Palazzo con l’intenzione di trasformarlo in un museo dedicato alla produzione ceramica di Laveno.

Il 9 maggio 1971, il museo è stato ufficialmente inaugurato con il nome di Civica Raccolta di Terraglia.

Un grande portone si trova di fronte al lungolago di Laveno, conducendo a un cortile interno circondato da colonne su tre lati. Al primo piano, un lungo portico con un balcone offre una vista panoramica mozzafiato sul lago. Le sale al piano superiore presentano un mix di soffitti a cassettoni e volte decorate con motivi del XVIII secolo. Inoltre, in due delle sale a volta centrali si possono ammirare affreschi risalenti al Settecento.

Museo Internazionale Design Ceramico: Orari

Per chi vuole visitare il Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC), gli orari di apertura sono:

Orario invernale (dal 1° ottobre al 30 giugno):

– Lunedì: Chiuso
– Martedì, mercoledì e giovedì: 10.00 – 12.30
– Venerdì: 10.00 – 12.30 / 14.00 – 17.00
– Sabato e domenica: 10.00 – 13.00 / 14.00 – 17.00

Orario estivo (dal 1° luglio al 30 settembre):

– Lunedì: Chiuso
– Martedì, mercoledì e giovedì: 10.00 – 12.30
– Venerdì e sabato: 15.00 – 20.00
– Domenica: 10.00 – 13.00 / 14.30 – 19.00

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