Castelli di Cannero: i tesori nascosti sul Lago Maggiore

Tra i simboli più emblematici del Lago Maggiore, i Castelli di Cannero emergono come ruderi affascinanti, celebrati da scrittori, incisori e pittori.

Questi castelli rappresentano un patrimonio condiviso tra tre regioni verbanesi – Lombardia, Piemonte e Ticino – e le due nazioni, Italia e Svizzera, testimoniando un ricco retaggio culturale. 

Castelli di Cannero

I Castelli di Cannero (Castei de Caner), emergono dalle acque del Lago Maggiore in un modo che sembra quasi li faccia galleggiare, e regalano uno spettacolo incantevole. 

Questa caratteristica unica ha reso i Castelli di Cannero (lo scoglio delle prigioni) nel corso dei secoli, uno dei simboli più affascinanti e amati del lago Maggiore.  Contrariamente a quanto suggerisce il nome, questi due isolotti, ospitano i castelli, che si trovano nel comune di Cannobio, e non in quello di Cannero Riviera

Se ti stessi chiedendo come visitare i castelli di Cannero, attualmente non sono visitabili e per motivi di sicurezza è vietato anche attraccare e visitare due piccole isole. 

Tuttavia, oltre alla visita dei Castelli di Cannero, se stai cercando un itinerario completo su su cosa vedere al Lago Maggiore in un giorno, considerate un incantevole giro in barca o una crociera alla scoperta delle meraviglie del lago, inclusa una visita alle famose Isole Borromee.


La Storia dei Castelli di Cannero

Tra Cannero Riviera e Cannobio, sulle acque del lago, emergono i Castelli di Cannero, di proprietà della famiglia Borromeo.

La fondazione dei Castelli di Cannero, originariamente noti come “Malpaga“, furono costruiti tra il XIII e il XIV secolo. Alla fine del XIV secolo, furono occupati dai fratelli Mazzardi, detti “Mazzarditi”, di Ronco (frazione di Cannobio). Durante un periodo di conflitti tra i Guelfi e i Ghibellini a Cannobio, i Mazzardi crearono una sorta di “Stato privato” nella regione, utilizzando metodi violenti. 

Nel 1414, Filippo Maria Visconti, duca di Milano dal 1412, inviò un esercito per sconfiggere i Mazzarditi.

Dopo l’assedio del castello Malpaga, che capitolò per mancanza di rifornimenti, i Mazzarditi furono esiliati e banditi per quindici anni, prima di essere riammessi nel borgo. La leggenda dei Castelli di Cannero, narra che fossero stati gettati nel lago con un sasso al collo, ma in realtà furono semplicemente banditi.

Il feudo di Cannobio fu poi concesso nel 1441 a Vitaliano I Borromeo e passò attraverso varie generazioni della famiglia. 

Nel 1519, Lodovico Borromeo costruì la Rocca Vitaliana un’imponente struttura eretta sulle rovine delle isole per proteggere la parte superiore del Lago Maggiore dalle invasioni svizzere, in seguito alla perdita del Canton Ticino da parte del Ducato di Milano.  Questa fortezza, situata sull’isolotto orientale, si distingue per i suoi robusti muri costruiti direttamente sull’acqua, che si adattano all’andamento irregolare dello scoglio. 

Le torri della rocca, alcune delle quali conservano ancora parte delle loro merlature originali, testimoniano la sua storica robustezza e importanza strategica. Sull’isolotto occidentale, invece, si trova una torre parzialmente distrutta, circondata dai resti di antiche mura che continuano a sfaldarsi. 

Tuttavia, dopo la morte di Lodovico Borromeo, la Rocca Vitaliana venne progressivamente abbandonata, lasciando oggi visibili solo le sue suggestive rovine.

Tra il 1523 e il 1524, i castelli di Cannero resistettero a due assedi da parte del duca di Milano Francesco II Sforza. 

Nei secoli successivi, i castelli di Castello del Lago Maggiore divennero rifugi per contrabbandieri e pescatori. 

Attualmente, le affascinanti rovine che ancora persistono sono al centro di un progetto ambizioso: la ristrutturazione e valorizzazione dei Castelli di Cannero. Questo progetto mira a rivitalizzare e conservare la storica bellezza di questi siti. Ancora oggi gli isolotti sono proprietà dei Borromeo, come l’Isola Bella e la Rocca di Angera.

Infine, ricordiamo che nel 1977 i Castelli di Cannero sono comparsi nel film giallo “La stanza del vescovo di Dino Risi”. 

Le leggende che circondano i Castelli di Cannero, alimentate dalla loro notorietà come rifugio di briganti, sono ricche e suggestive. Tra queste, spicca il racconto di tesori nascosti gettati nelle acque del lago per evitare che cadessero nelle mani del duca. Inoltre, si narra che nelle giornate avvolte dalla nebbia, un misterioso veliero fantasma solchi le acque vicino ai castelli, in eterna ricerca del tesoro perduto nelle profondità del lago.

Lago Maggiore: Castelli di Cannero

Il progetto di riqualificazione dei Castelli di Cannero, situati a Cannobio, è stato annunciato dal Principe e la Principessa Borromeo Arese. Questo progetto prevede la trasformazione dell’interno dei Castelli di Cannero in un museo interattivo, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e suggestiva attraverso le rovine storiche.

Il progetto si articola in due principali aree di intervento: una privata e una pubblica.

  1. L’area privata: destinata a uso residenziale, questa parte del progetto prevede la creazione di ‘scatole nelle scatole’. Questo concetto si riferisce alla costruzione di nuovi setti murari interni che incorporano impianti moderni e serramenti a taglio termico. L’obiettivo è preservare l’integrità storica degli edifici, garantendo al contempo un adeguato comfort termico. Questa area si trova nella corte delle Armi e negli edifici adiacenti.
  2. L’area Pubblica: comprende la Corte Vitaliana e la Corte Malpaga, entrambe aperte ai visitatori. I Castelli di Cannero di Cannobio, in questa configurazione, fungeranno da museo. Il percorso museale è progettato per essere un’esperienza diretta e spaziale, che permette ai visitatori di esplorare gli antichi passaggi dei castelli. Le passerelle, realizzate in acciaio e legno locale, sono state progettate per evocare le antiche balaustre medievali, aggiungendo un tocco di autenticità e fascino storico.

Per concludere i Castelli di Cannero del Lago Maggiore, ci mostrano come il bello del passato possa incontrare il futuro. Ci fanno pensare a quanto sia importante prendersi cura della nostra storia e valorizzare ciò che abbiamo ereditato.

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