Falmenta (Falmenta in piemontese e lombardo) è una frazione del comune italiano di Valle Cannobina nel Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. Dal 1° gennaio 2019, dopo la fusione con i comuni di Cavaglio-Spoccia e Cursolo-Orasso, è diventato il nuovo comune di Valle Cannobina.
Fino al 31 dicembre 2018 era un comune autonomo; dal 1° gennaio 2019, dopo la fusione con i comuni di Cavaglio-Spoccia e Cursolo-Orasso, è diventato il nuovo comune di Valle Cannobina.
Intorno a Falmenta, situata sul versante meridionale del Monte Riga, si trovano diverse frazioni, tra cui Durone, Solgia e Camberto. Qui si trovano antiche case che riflettono le caratteristiche stilistiche e strutturali acanoniche delle culture rurali dell’antica civiltà montana. Sono evidenti fontane, lavatoi, edifici pubblici e maestose abitazioni dell’epoca.
Chiesa di Falmenta
Nel 1335, il cappellano della Val Cannobina viveva a Orasso, la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, arroccata su una spettacolare terrazza, fu costruita nel 1565 e si ritiene sia stata consacrata nello stesso periodo. A partire dal 1569, Falmenta e Gurro furono separate da Orasso, ma condivisero un vicario fin dalle prime richieste in tal senso. Federico Borromeo la separò da Gurro nel 1616. Le due cappelle furono costruite nel 1619 e nella seconda si trova un’immagine di San Carlo. La S.ma Vergine del Rosario è raffigurata nella cappella principale, che presenta stucchi del XVIII secolo.
La chiesa ha assunto l’aspetto attuale intorno agli anni Venti-Trenta del Novecento. L’altare maggiore (XVI secolo) è un’opera d’arte barocca costruita in legno intarsiato e formata da varie scene bibliche. Sull’altare maggiore sono presenti 45 statuette (esclusi vari angeli e teste d’angelo alate). Gli abitanti di Falmenta acquistarono la chiesa dal vicariato di Cannobio a Milano e la inviarono a Milano.
Le cappelle della Madonna del Rosario e di San Carlo Borromeo si trovano rispettivamente a sinistra e a destra della navata. La cappella in memoria della Madonna del Rosario si trova a destra, mentre quella in memoria di San Carlo Borromeo si trova a sinistra. Il Campanile (3) fu costruito nel 1680 sui resti di una torre costruita dai fratelli Mazzarditi (XV secolo) ed è dotato di 6 campane. Diversi oratori si trovano nelle numerose frazioni circostanti:
Nel XVII secolo, la Confraternita dei Morti ricevette l’Oratorio di Sasso Durone (Durone, 1962). Gli oratori sono piccoli edifici sacri situati su alti poggi. L’oratorio di Solgia risale a prima del XVII secolo (Giacosa, 1914). L’oratorio della Beata Vergine di Re a Casa Zanni fu costruito nel 1901 (Durone, 1975). In seguito fu dedicato a Santa Maria degli Angeli. Dal XVII al XX secolo, a Camberto si trovava un oratorio dedicato a Santa Maria della Neve (Giacosa, 1914).
Ponte Falmenta
Ponte Falmenta si trova nella regione Piemonte, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola e fa parte del comune di Cavaglio-Spoccia. La distanza dal medesimo comune di Cavaglio-Spoccia a Ponte Falmenta è di 2,01 chilometri, nella frazione di Ponte Falmenta possiamo trovare anche Crealla, una piccolissima frazione di Falmenta.
Crealla
Oltre ai ritrovamenti archeologici della Valle Cannobina che hanno rivelato antichi villaggi, l’origine di Crealla è vaga. Secondo alcune testimonianze, il Monte Traffiume era utilizzato come pascolo già nel XV secolo, mentre altri ritengono che sia stato fondato già nel XV secolo. La chiesa di San Pietro, naturalmente, è documentata nella letteratura ecclesiastica dal 1600, anche se in origine era una cappella.
L’unico modo per raggiungere Crealla prima del 2001 era attraverso le mulattiere da Falmenta e Ponte Falmenta, un villaggio sulla strada della Valle Cannobina. Alla fine dell’Ottocento vi abitavano circa 600 persone; attualmente ne vivono solo 20.
Dopo aver visitato Falmenta, un tempo il paese più popoloso della Valle Cannobina (oggi vi abitano circa 100 persone), si possono visitare le sue numerose frazioni sparse nella valle che risale il versante orientale del Monte Zeda. Le case si addossano l’una all’altra tra gli stretti vicoli di questo comune, che conta in tutto 22 frazioni.
Si tratta di un percorso semplice che inizia e finisce a Ponte Falmenta. Si parte da Ponte Falmenta (alcuni parcheggi sono disponibili sulla strada della Valle Cannobina) e si scende fino al fiume Cannobino, dove si attraversano il Rio di Falmenta e il Rio di Crealla su altri due ponti.
Da questo punto, la lunga mulattiera porta a Crealla, per raggiungere il paese, bisogna salire alcune centinaia di gradini su quella che era la strada principale del paese.
Da lì si può vedere Crealla (a 600 m). È un villaggio molto attivo, con diverse case in fase di ristrutturazione. Dal cimitero del paese parte la mulattiera (indicata da un cartello) che conduce a Falmenta. Per raggiungere Falmenta, si attraversa prima la valle in diagonale e poi si scende.
L’itinerario inizia percorrendo le strette viuzze del paese, tra cui la caratteristica “porta spagnola”, la chiesa di San Lorenzo e il torchio di Genesco, solitamente chiuso, ma aperto il giorno della nostra visita.
Dal cimitero si ha una fantastica prospettiva su Crealla e sul Monte Zeda mentre si scende. Da qui si può scendere lungo il lavatoio e attraversare il cimitero per raggiungere la mulattiera (un sentiero segnalato da cartelli d’epoca).
Un tempo era la strada principale per il paese, ma ora la mulattiera interseca il sentiero che si snoda con curve a gomito e si collega alla strada della Valle Cannobina, che si percorre per un tratto fino a tornare a Ponte Falmenta e concludere il percorso.