Martedì 11 Agosto 2020
Mercoledì, 18 Marzo 2020 15:36

Il castello di Cuasso

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Le rovine del castello di Cuasso Le rovine del castello di Cuasso Mario Parietti

Alla scoperta del castello di Cuasso in provincia di Varese

Siamo a Cuasso al Monte in Valceresio, nel bosco, sulle colline che sovrastano il paese. Il luogo è cintato e non è normalmente accessibile al pubblico.

Come arrivare: il castello di Cuasso è raggiungibile con una breve passeggiata a piedi partendo dal campo sportivo di Cuasso sulla Strada Provinciale 29; dopo aver attraversato la strada si prende la mulattiera sulla destra. Dopo aver oltrepassato alcune proprietà private si giunge ad un bivio dove si prende a destra raggiungendo in breve tempo le cave Bonomi (proprietarie del sito) e subito dopo all'area cintata dove sorge il castello. link alla mappa Google

ARTICOLO IN FASE DI REALIZZAZIONE

La prima volta che ho sentito parlare del castello di Cuasso è stata parecchi anni fa (tempo di liceo scientifico, inizio anni '80) quando l'allora nostro professore di storia Adelio Bianchi dell'arte ci parlò della sua pubblicazione di uno studio che rappresentava la riscoperta di un luogo non solo abbandonato ma anche dimenticato del territorio varesotto. Nel volumetto, che conservo gelosamente, si cercava di ricostruire la storia del castello ma se ne proponeva anche un percorso di recupero; la pubblicazione seguiva tra l'altro una campagna di scavi che fece luce sull'originaria struttura dell'antichissimo manufatto.

I resti del castello, pur rappresentando un monumento storico di grande valore, si sono conservati all'interno del bosco dimenticati più o meno da tutti senza ulteriori sforzi per approfondirne la storia o tentarne se non il recupero almeno la conservazione.

Nel 1985 pochi anni dopo la ricerca del professor Bianchi l'area venne acquistata dai Bonomi già proprietari dell'omonima cava dirimpetta al castello.

Bisogna attendere gli anni duemila perché il castello di Cuasso torni a far parlare di se con l'interessamento da parte del Comune ed un progetto preliminare d'intervento dell'archeologo Cristiano Brandolini del 2020 ed un'approfondita inchiesta giornalistica di Massimiliano Carminati sulla testata online Ininsubria (anno 2012).

Liberato da rovi e sterpaglie, cintato per proteggerlo da atti vandalici il Castelasc (come viene chiamato nel dialetto lombardo) è tornato d'attualità negli ultimi tempi (estate 2019) per essere stato teatro di una manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Cuasso, una festa Medievale che ha consentito al numeroso pubblico di gustarne il fascino.

Il castello di Cuasso in occasione  di Locus Cuvaxi del 2019
Il castello di Cuasso in occasione di Locus Cuvaxi del 2019

 

Giova ricordare, tornando indietro nel tempo e prima di tentare di raccontarne qualcosa circa la sua storia più antica, l'adattamento della costruzione nell'ambito della cosiddetta linea Cadorna visto che dell'importante opera di fortificazione approntato a protezione del confine italiano all'inizio del Novecento a protezione di una possibile invasione straniera parlo abbondantemente qui sul sito raccontandone numerosi itinerari alla sua scoperta.

Risalire alla storia e alle origini del Castelasc è operazione alquanto improba perché non esiste una documentazione che ne parli espressamente sulla quale potersi appoggiare, basti pensare che nel 1728 ne viene fatto cenno nella Topografia della Pieve di Arcisate di N. Sormani con le seguenti parole “Voi mi chiedete ciocché sia quella assai vasta mole che là vedete sul dorso del monte a mezzo giorno, composta di torri, e di muraglie legate in grosse pietre tagliate, o scelte. Quello è il Castello di Cuasso; il quale dopo aver perduta fin la memoria di sua origine combatte ancora contro le ingiurie di molti secoli”.

  

 

 

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Articolo scritto da Mario Parietti fotografo professionista di Luino provincia di Varese e responsabile del sito lago Maggiore e Dintorni. Archivio fotografico di migliaia di immagini sul lago Maggiore, provincia di Varese, canton Ticino, provincia di Verbania e provincia di Novara.

 

Letto 1016 volte Ultima modifica il Lunedì, 06 Aprile 2020 15:24

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